Verona – iniziative per Gaza e la Palestina

Rassegna stampa delle iniziative di Verona: [1][2]

Post delle iniziative: [1][2][3][4][5][6][7][8]

Video: [1] [2]

Foto: [1

Altro: [1


Calandario aggiornato delle iniziative veronesi in solidarietà alla popolazione palestinese e per chiedere la fine delle violenze a Gaza e in tutta la Palestina.

Domenica 15 febbraio 2009 —-> Ore 18.00 Metropoliscafé (via Nicola Mazza 63/A) – Palestina. Resistenze/Diserzioni: incontro con Omri Evron, giovane israeliano che si rifiuta di servire nell’esercito (refusnik), e Deeb Elbuhaisi, palestinese di Gaza, medico, lavora e studia a Verona. Durante la serata verrà presentata la carovana in Palestina "Sport sotto l’assedio" dal 4 al 13 aprile, organizzata da Ya Basta insieme a Polisportiva San Precario (PD) |  Organizza: collettivo metropolis

Sabato 14 febbraio 2009 —-> Ore 14.00 Sala Congressi Fiera (V.le del Lavoro 8) – Per non dimenticare: interventi e filmati per non dimenticare il massacro di Gaza | Organizza: Comitato stop alla guerra

Da giovedì 22 a sabato 24 gennaio 2009 —-> Ore 17.00 Piazza Bra’ – Presidio: attività di informazione. Comunicato del Comitato Stop alla guerra

Domenica 18 gennaio 2009 —-> Ore 15.30 Piazza Bra’ – manifestazione: bambini e bambine migranti leggono poesie e pensieri per i loro fratelli e sorelle palestinesi

Sabato 17 gennaio 2009 —-> Roma – Manifestazione nazionale: pullman autofinanziato da Verona. Per informazioni e prenotazioni: al presidio che quotidianamente si tiene in Piazza Bra’

Venerdì 16 gennaio 2009 —-> Ore 20.30 Metropolis café (via Nicola Mazza 63/A – veronetta): dibattito con Sami Hallac, palestinese del Comitato di solidarietà con il popolo palestinese di Torino. Durante la serata verrà anche presentato il libro fotografico "L’occupazione. Vivere in Palestina" | Organizza: collettivo metropolis

Venerdì 16 gennaio 2009 —-> Ore 15.30 Piazza Bra’ – Presidio permanente 

Giovedì 15 gennaio 2009 —-> Ore 15.30 Piazza Bra’ – Presidio permanente

Mercoledì 14 gennaio 2009 —-> Ore 15.30 Piazza Bra’ – Presidio permanente-Tenda

Martedì 13 gennaio 2009 —-> Ore 15.30 Piazza Bra’ – Presidio permanente-Tenda

Lunedì 12 gennaio 2009 —-> Ore 15.30 Piazza Bra’ – Presidio permanente-Tenda

Domenica 11 gennaio 2009 —-> Manifestazione a Verona per Gaza e la Palestina: concentramento ore 14.00 Stazione Porta Nuova | Organizza: Comitato Stop alla guerra in Palestina | Volantino

Sabato 10 gennaio 2009 —-> Ore 15.30 Piazza Bra’ – Presidio permanente-Tenda: ieri il centro città è tornato a vedere 300 persone, soprattutto migranti, protestare contro l’aggressione israeliana a Gaza. Oggi si continua a manifestare preparando e informando sulla manifestazione di domani

Venerdì 9 gennaio 2009 —–> Ore 18.00 Riunione Comitato Stop alla guerra in Palestina c/o ARCI via Cattaneo 14

Venerdì 9 gennaio 2009 —-> Ore 15.30 Piazza Bra’ – Presidio permanente-Tenda: continua la presenza in piazza per Gaza, dopo i massacri nelle scuole ONU e la farsa delle tregue. Verso tardo pomeriggio il presidio si trasformerà in fiaccolata, con proiezione di video.

Giovedì 8 gennaio 2009 —-> Ore 15.30 Piazza Bra’ – Presidio permanente-Tenda: finalmente arrivata la concessione per l’occupazione di suolo pubblico. Si riparte quindi con tenda e impianto audio in piazza. Per continuare a dire basta con l’aggressione a Gaza | Organizza: Comitato Stop alla guerra in Palestina

Mercoledì 7 gennaio 2009 —-> Ore 15.30 Piazza Bra’ – Presidio permanente: continuano le iniziative per Gaza | Organizza: Comitato Stop alla guerra in Palestina

Il presidio permanente viene sospeso per martedì 6 gennaio perché non è stato cencesso il permesso a causa delle note iniziative dell’epifania. Si riprende mercoledì 7 gennaio dalle ore 15.30.

Lunedì 5 gennaio 2009 —-> Ore 15.00 Piazza Bra’ – Presidio permanente-tenda: proteste, informazioni, video, prese di parola contro l’aggressione israeliana a Gaza | Organizza: Comitato Stop alla guerra in Palestina

Domenica 4 gennaio 2009 —> Ore 14.00 Piazza Bra’ – Presidio contro l’aggressione israeliana a Gaza | Organizza: Comitato Stop alla guerra in Palestina

Sabato 3 gennaio 2009  —–> Ore 19.00 Piazza Bra’ – Presidio in risposta all’attacco di terra israeliano a Gaza | Organizza: Comitato Stop alla guerra in Palestina

Si costituisce il Comitato Stop alla guerra in Palestina 

Venerdì 2 gennaio 2009 —–> Ore 15.00 Piazza Dante – Presidio con delegazione in prefettura | Organizzano: associazioni di cittadini migranti e veronesi | Documento consegnato in Prefettura

Giovedì 1 gennaio 2009 —–> Ore 15.30 Piazza Brà – Presidio | Organizzano: cittadini migranti di varie comunità


Siti e blog utili (da Global):

Siti (english)
www.palestinemonitor.org
www.alternativenews.org
electronicintifada.net
www.palsolidarity.org
www.freegaza.org
www.stopthewall.org

Siti e blog (ita)
www.infopal.it
www.peacereporter.net
www.lettera22.it

Vittorio Arrigoni è un attivista di ISM (International Solidarity Movement). Sequestrato e poi espulso da Israele nel novembre scorso e rientrato a Gaza nel penultimo viaggio di "Free Gaza". Ora si trova nella Striscia.
Blog di Vittorio Arrigoni

Un blog molto interessante. E’ di Paola Caridi, giornalista e scrittrice. Il suo libro "Arabi Invisibili" ha vinto il Premio Capalbio 2008.
invisiblearabs.blogspot.com

Blog dalla Palestina
Il blog di un giovanissimo giornalista e producer palestinese Sameh Akram Habeeb.
www.gazatoday.blogspot.com

Il "diario di una madre palestinese" Laila El-Haddad, giornalista e fotografa che vive tra Gaza e gli Stati Uniti.
a-mother-from-gaza.blogspot.com

Il blog di Fida Qishta, coordinatrice ISM.
www.sunshine208.blogspot.com

palestineblogs.net

Libere menti, per una libera Palestina
palestinethinktank.com

Il blog di Sharon Lock, volotaria dell’ISM che vive a Gaza dal mese di agosto.
talestotell.wordpress.com

Video you tube
Canale di sunshine208p
Canale di adampal2008

Missile israeliano uccide due sorelline di 4 e 10 anni. La cronaca di un’altra giornata di sangue

Gaza – Infopal.
Gli aerei da guerra israeliani hanno ammazzato due bambine palestinesi
che guidavano un carretto trainato da un asino, in strada as-Sekka, a
Jabalia.

Si tratta di due sorelline di Haya e Laama Hamdan, di 4 e 10.

Il missile israeliano le ha colpite direttamente.


Non s’arresta il terrorismo israeliano
contro la popolazione inerme di Gaza: più di 360 morti (famiglie
intere) e oltre di 1700 feriti.

Gaza – Infopal. Le forze di
occupazione israeliane continuano il loro lavoro criminale massacrando
altri civili della Striscia di Gaza.

Fonti locali nel campo profughi di al-Breij, della
Striscia di Gaza, hanno riferito che gli aerei da guerra hanno
scaricato tonnellate di bombe ed esplosivi contro una moschea, ieri
sera.

La moschea conteneva un asilo.

9 ora locale. Continua a salire il numero delle vittime
dell’ininterrotto massacro israeliano, autorizzato da tutti i governi
del mondo, quello italiano compreso: i morti sono più di 360 e i feriti
oltre 1700, di cui almeno 300 sono in gravi condizioni.

I micidiali aerei F16 e apache, made in USA, continuano i loro bombardamenti, giorno e notte.

Ieri sera hanno iniziato a bombardare il porto e le
acque di Gaza, all’alba di oggi hanno colpito massicciamente la zona
dei ministeri e hanno ucciso 10 cittadini palestinesi e feriti diverse
decine. Gli aerei israeliani hanno anche attaccato diverse zone di
Gaza.

I testimoni oculari hanno riferito che l’aviazione da
guerra israeliana ha lanciato più di 20 missili contro il quartiere dei
ministeri, a ovest di Gaza, il Club sportivo ash-Shams, la postazione
della marina, e l’ex sede della sicurezza preventiva.

I testimoni hanno confermato che i missili sono stati
lanciati in un lasso di tempo di meno di 5 minuti. Le ambulanze non
riescono a raggiungere le vittime.

Il dott. Basem Naim, ministro della sanità a Gaza, ha
confermato la presenza di decine di corpi ancora sotto le macerie. Naim
ha anche riferito che le forze di occupazione non bombardano soltanto
le sedi ufficiali ma anche le case dei cittadini e le associazioni
private.

Ieri all’alba, le forze di occupazione israeliane hanno
bombardato la moschea del campo profughi di Jabalia. Sono già 6 le
moschee distrutte.

Hanno abbattuto anche una modesta casa vicino alla
moschea, uccidendo nel sonno 5 sorelline in età tra i 4 e 17 anni:
Jawaher, Dina, Samar, Ikram e Tahrir.

Il ministro ha chiesto al mondo arabo ed islamico di
inviare medici, medicine e attrezzature per installare ospedali da
campo e potere soccorrere subito i feriti.

Invece, per quanto riguarda le polemiche sul
trasferimento dei feriti attraverso il valico di Rafah, Naim ha
riferito “delle difficoltà di spostamento fuori dalla Striscia di Gaza,
perché molti di loro sono gravissimi, e trasferirli da altre parti può
metterne in pericolo la vita. Non abbiamo dimenticato, ultimamente, il
decesso di 6 feriti ad al-Arish in Egitto”.

Il ministro ha ringraziato i paesi che hanno inviato
aiuti, soprattutto il Qatar, l’Arabia Saudita e la Libia, e ha
rinnovato la richiesta all’Egitto affinché ne semplifichi l’ingresso
attraverso il valico di Rafah. Ha domandato anche di aprire il valico
per permettere l’ingresso dei medici che hanno espresso la volontà di
prestare soccorso ai feriti della Striscia di Gaza.

Rappresaglie. Le brigate Qassam, ala armata di Hamas,
ha lanciato 57 razzi artigianali conto obiettivi israeliani, come
rappresaglia della carneficina in corso a Gaza.

La polizia israeliana ha reso noto che un soldato è
rimasto ucciso a Nahal O, mentre 7 altri sono stati feriti. 2 coloni
sono stati uccisi nel porto di Ashdod e altri feriti.

Call for signatures and international support for the immediate end the bloodbath in Gaza

La traduzione in italiano più sotto. 

Israeli Air Strikes on Gaza – 26.12.08

To sign the petition, Please visit:
http://www.petitiononline.com/pni/petition.html

Yesterday, the Israeli army carried out massive air
strikes against the most densely populated area on the planet – an area
already suffering from a crippling two years siege the likes of which
have not been witnessed since the Middle Ages. Israeli F-16s slammed
over a hundred tons of missiles into the 360 sq km Strip home to over
1.5 million people.
Today at least 278 have been reportedly killed,
many of them civilians, and more than 1,000 have sustained heavy
injuries. We expect the number to continue to rise throughout the day
as more bodies are uncovered from the rubble, more casualties succumb
to their wounds, and more bombs continue to fall.These attacks have
been the bloodiest in over 41 years of Israeli occupation.

The authors
and underwrites of this petition hereby condemn:

1. The Israeli “myth”
of disengagement in Gaza and the ongoing siege of the Palestinian
people. The State of Israeli remains in control of the airspace,
waterways, and borders of Gaza.
They have prevented the entry of
food, fuel, goods, medicines, medical supplies, humanitarian assistance
and journalists. The lives of the people of Gaza has been made all but
liveable for far too long.

2. Israel’s policy of collective punishment
prohibited by international law. Yesterday’s attacks were not a matter
of Israeli self-defence or a war against Hamas, but rather a war
conducted on civilians and civilian infrastructure.

3. The ruthless
targeting of civilians. Yesterday Israel targeted hospitals, Mosques
and jails.
Furthermore, considering the physical nature of the Gaza
Strip and the incredible density of 4,117 persons per square
kilometres, it is impossible for the Israeli Air Forces to hit only the
so-called ‘security targets’.

4. The disproportionate use of force.

In
regards of those facts, we call the State of Israel to:

1. End the
violence and the aggressions against the Palestinian population
immediately;

2. End the siege on Gaza and return to a negotiated
ceasefire;

3. Take immediate steps to end the 41 year old Israeli
occupation, and implement the Arab peace initiative.

Furthermore, we
call on the International Community to:

1. Urgently pressure their
governments to condemn the attack and to intervene: politically,
economically against Israel, and to pressure them to abide by the
Fourth Geneva Convention regulating the behaviour of the occupying
power.

2. Urgently pressure the International governments to end the war
crimes in Gaza and to investigate, condemn and punish those responsible.

 


Per firmare la petizione e il supporto internazionale per l’immediato stop al bagno di sangue a Gaza

L’aviazione israeliana attacca Gaza – 26.12.08
Per firmare la petizione, visita:
http://www.petitiononline.com/pni/petition.html
Ieri, l’esercito israeliano ha portato un massiccio attacco aereo contro l’area più popolata del pianeta – un’area che già soffre un devastante assedio che dura da due anni; per ricordarne di simili bisogna tornare indietro fino al Medio Evo.
Gli F-16 israeliani hanno sganciato centinaia di tonnellate di missili dentro una striscia di 360 km quadrati abitata da 1.5 milioni di persone.
Ad oggi le fonti parlano di 278 persone uccise, molte di esse civili, e più di 1000 sono i feriti gravi. Ci si aspetta che il numero continui a crescere nei prossimi giorni quando altri corpi verranno tirati fuori dalle macerie, altri feriti soccomberanno alle ferite, e altre bombe cadranno. Questi attacchi sono i più sanguinoso da 41 anni di occupazione ad oggi. Gli autori di questa petizione e chi la sottoscrive condannano:
1. Il "mito" del disimpegno di Israele da Gaza e il continuo assedio del popolo palestinese. Lo Stato d’Israele controlla ancora lo spazio aereo, i corsi d’acqua, i confini di Gaza. Hanno impedito l’ingresso di cibo, benzina, merci, medicine, forniture mediche, assistenza umanitaria e giornalisti. (…)
2. La politica di Israele della punizione collettiva è proibita dalla legge internazionale. L’attacco iniziato ieri non riguarda l’autodifesa di Israele o la guerra contro Hamas, ma piuttosto è una guerra condotta contro i civili e le infrastrutture civili.
3. Lo spietato obiettivo dei civili. Ieri Israele ha colpito ospedali, moschee e prigioni.
Inoltre, considerando la natura fisica della Striscia di Gaza e l’incredibile densità di 4117 persone per km quadrato, è impossibile per l’Air Force israeliana centrare solo i cosiddetti "obiettivi mirati".
4. La sproporzione nell’uso della forza.
A questo riguardo, chiamiamo lo Stato d’Israele a:
1. Terminare la violenza e l’aggressione contro il popolo palestinese immadiatamente;
2. Terminare l’assedio di Gaza e riprendere il cessate il fuoco negoziato;
3. Riprendere la strada per porre fine a 41 anni di occupazione israeliana, e implementare l’iniziativa araba di pace.
Inoltre, chiamiamo la Comunità Internazionale a:
1. Fare urgentemente pressione ai propri Governi per condannare l’attacco e per intervenire: politicamente, economicamente contro Israele, e per fare pressione affinche rispetti la Quarta Convenzione di Ginevra correggendo il comportamento delle forze di occupazione.
2. Fare urgentemente pressione agli Organismi Internazionali perché finiscano i crimini di guerra a Gaza e per investigare, condannare e punire i responsabili.

Vicenza. Mettiamo radici al Dal Molin: compriamo un pezzo di presidio

Alle migliaia di donne e uomini che, da tutta Italia, hanno affiancato con il proprio sostegno e con la propria partecipazione la mobilitazione dei vicentini contro la costruzione della nuova base USA, chiediamo di contribuire alla realizzazione del nostro progetto di acquistare un terreno per il Presidio No Dal Molin.

Abbiamo alle spalle più di due anni di lotta,iniziative ed azioni, tutte rivolte ad un unico obiettivo: bloccare la costruzione della nuova base militare. Tutto ciò è stato sinora possibile grazie all’impegno di centinaia di donne e uomini che hanno unito i loro sogni, speranze ed ideali in un unico luogo di ritrovo, discussione e socialità: il Presidio Permanente che dal 16 gennaio 2007 è il simbolo di una lotta comune.

Ora questo luogo, simbolo e punto di riferimento per tutti coloro che, a Vicenza ed altrove, si impegnano nella difesa dei beni comuni e della pace, deve essere rafforzato, uscendo dalla precarietà vissuta fino ad oggi.

Il periodo che ci aspetta è decisivo per bloccare la nuova base Usa, ed il rischio di non avere un luogo fisico per il Presidio finirebbe per mettere in difficoltà la lotta che da oltre due anni stiamo conducendo, rendendola più debole. La posta in gioco è quindi troppo alta, e l’autosostegno economico dei vicentini, che ha permesso al Presidio di continuare caparbiamente ad esistere, oggi non basta più: abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti.

L’intenzione è quella di acquistare, tutti assieme, un terreno adiacente all’area Dal Molin per far sì che il Presidio metta radici e diventi definitivo. Per far questo, oltre alla solita determinazione e piccola vena di follia, servono somme ingenti: per questo rivolgiamo un appello a tutte e tutti, in Italia e all’estero, perché ci aiutino contribuendo con l’acquisto di una o più quote da 100 Euro per il nuovo Presidio o, in alternativa, divenendo “sostenitore attivo” con il versamento di 50 Euro (25 Euro per studenti e precari).

Modalità di sottoscrizione e altre info su:
mettiamoradicialdalmolin.blogspot.com

Link
www.nodalmolin.it

Mestre (VE). Onda libera tutti

E’ aperto dallo striscione "Onda
libera tutti cavalca l’onda reclama reddito!" il corteo autonomo dai
sindacati che quest’oggi aveva il suo concentramento alla Stazione
ferroviaria di Mestre.
Studenti universitari e medi, il mondo della
formazione tutto ma anche migranti, precari, sindacati di base, sotto
la pioggia, sono partiti attorno alle ore 9.30 dalla Stazione per
attraversare la città. In corteo un grande tir/palco, con gli Skaj in
concerto, sul quale sono appesi gli striscioni del movimento
studentesco.
"Contro la crisi stop Bossi Fini" è invece lo
striscione dei cittadini migranti in piazza con un loro sound system
dal quale denunciano l’ennesima vittima
delle politiche migratorie: un bimbo curdo iracheno di 11 anni, la
notte scorsa, è stato travolto dal Tir sotto il quale si era nascosto
per sfuggire ai controlli della polizia di frontiera al porto.
In corteo anche i precari del Comune di Venezia che hanno appeso al collo dei cartelli con la data di scadenza del contratto.
In tanti sono arrivati anche da Vicenza dal presidio No Dal Molin. "Le
onde si uniscono e diventano mareggiata", sottolineano all’arrivo in
Piazza Ferretto dal tir i cittadini che si battono contro
l’installazione della nuova base Usa a Vicenza.
Durante il percorso
una decina di "babbi precari" hanno tracciato scritte sulle banche,
sulle agenzie interninali e finanziarie. "Noi la crisi non la
paghiamo", "Alexis vive" scrivono i "Babbi precari" che in Via Piave
hanno sanzionato la sede della Cisl con un fitto lancio di uova e
vernice che ha imbrattato la facciata dello stabile. "Cisl venduti la
vostra crisi non la paghiamo noi" è stato scritto sul muro. Dal palco
dei sindacati la conquista di un intervento degli studenti dell’Onda.
"Oggi il corteo dell’onda è un corteo che marcia assieme ad Alexis, non
perchè è un corteo funebre ma perchè è un movimento che si preoccupa
della felicità delle nostre vite e ogni negazione criminale della vita
è un insulto all’onda", si è concluso così l’intervento dal palco.

Foto [ 01 ][ 02 ]

Cronaca audio
"Certamente una vittoria del movimento", un commento sul dietrofront della Gelmini sul maestro unico.
– [ audio ]
Sull’assurda morte del bimbo curdo iracheno di 11 anni travolto dal Tir
alcune considerazioni con Alessandra Sciurba del Progetto Melting Pot e
Orsola Casagrande, giornalista.
– [ audio ]
L’intervento dei No Dal Molin dal tir in Piazza Ferretto.
– [ audio ]
L’intervento dell’onda studentesca dal palco della CGIL.
– [ audio ]

Vedi anche: Onda libera tutti. Appello dall’Onda Anomala di Venezia | Contro la crisi Stop Bossi Fini | L’adesione del Presidio Permanente all’appello dell’Onda | Adesione dei precari del Comune di Venezia