Grecia. Ristrutturazione e crisi. Assaltato il parlamento

Nel giorno del nuovo sciopero generale contro il governo Papandreu e le politiche di ristrutturazione concordate con FMI e UE, la Grecia si ferma.
Miglaia di persone hanno partecipato ad un corteo che ha attraversato Atene.
Gli scontri si sono concentrati nell’area centrale del Parlamento; manifestazioni e scontri si sono avuti anche a Patrasso e Salonicco.
La posta  in gioco è il futuro dei diritti sociali nel paese all’alba delle nuove crisi nell’area euro.
Nelle prime ore del pomeriggio le agenzie di tutto il mondo diffondono la tremenda notizia della morte di due donne ed un uomo a seguito di un attacco incendiario contro una banca in centro ad Atene ai margini delle manifestazioni. (da globalproject)

Verona. Occupato l’ex Bingo

Bingo! Avete presente Verona con il suo centro ordinato e pulito? La Verona dei mille divieti, dove se ti fermi a mangiare un panino hai subito i vigili che ti multano, dove se stai dormendo sotto un portico perché non hai casa c’è subito qualcuno (in divisa o senza) che ti sveglia "con i piedi"? La Verona che sta chiudendo quasi tutti gli spazi in cui i giovani possono liberamente organizzarsi e divertirsi? La Verona che ostacola perfino chi si vuole vivere le serate in piazza bevendo una birra e suonando una chitarra?

Bene, questa Verona, proprio questa, da oggi ha una taz, una zona temporaneamente autonoma, un luogo liberato da cui propagare libertà e autorganizzazione. Leggi tutto “Verona. Occupato l’ex Bingo”

Verona – Homeless aggredita mentre dormiva

la vigilessa e il clochard

Vi ricordate le immagini edificanti della vigilessa che prende a calci un homeless nella ridente city of love Verona?
Ebbene, come previsto, se l’esempio di comportamenti intolleranti viene dall’istituzione, attraverso decreti su decreti emanati dall’instancabile Tosi su sicurezza, degrado etc. e messi in pratica da zelanti pubblici ufficiali, c’è sempre qualcuno che si sente autorizzato a dare una mano. Leggi tutto “Verona – Homeless aggredita mentre dormiva”

Verona 1 marzo: per la prima volta è sciopero!

Finalmente è successo.
Precari, migranti e italiani, di alcune cooperative hanno scioperato insieme il 1 marzo a Verona.

Si sono dati appuntamento alle 11 di mattina, in Piazza S. Toscana, nella zona più multietnica di Verona, insieme alle famiglie che in questi anni sono state impegnate nella conquista del diritto alla casa, insieme a bambini e bambine rimaste per un giorno a casa da scuola, insieme a studentesse e studenti italiani e non.

L’iniziativa si è poi spostata in Piazza Brà, continuando con un happening fino a oltre le 18.

Qui puoi guardare foto e video, ascoltare e guardare interviste [1], leggere commenti [1][2] e rassegna stampa di una giornata che rappresenta solo l’inizio di un percorso verso una nuova cittadinanza.

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Val di Susa resiste. La polizia carica selvaggiamente

Ufficio Stampa comitati
Oggi 17 febbraio 2010 le forze della polizia del signor Virano sono
venute nuovamente di notte per scortare una trivella per i sondaggi
propedeutici alla nuove linea ad alta velocità/capacità Torino-Lyon in
località Coldimosso di Susa.
Alla fine della giornata, che ha visto un numero sempre crescente di
cittadini della Valle di Susa presidiare il sito della trivella, ci
sono state numerose cariche delle cosiddette forze dell’ordine con
questo bilancio tra i cittadini: due feriti ricoverati all’ospedale di
Susa e un ragazzo portato in prognosi riservata alle Molinette di
Torino con un grave trauma cranico.

TUTTI I FERITI SONO STATI COLPITI RIPETUTTAMENTE ALLA SCHIENA E IN TESTA MENTRE ERANO PER TERRA.

E’ questa la democrazia e il coinvolgimento della popolazione che il
faccendiere Virano sbandiera ai quattro venti, con l’appoggio della
Bresso e di Cota, uniti nel voler distruggere quello che resta ancora
di intatto nella valle di Susa!?
Ma questa volta ha sbagliato i calcoli: oggi è cominciata la visita di
alcuni parlamentari europei invitati in valle dal movimento NOTAV, che
si protrarrà per alcuni giorni. Oggi è stata la volta di Luigi de
Magistris, presidente della commissione europea per i controllo del
bilancio comunitario (e quindi interessata ad indagare sulla truffa
TAV), nel fine settimana arriverà il parlamentare irlandese Joe
Higgins, che terrà un’assemblea sabato sera a Bussoleno.
Queste persone sicuramente porteranno nel Parlamento Europeo foto e
documentazione su come gli abitanti della valle di Susa e i loro
amministratori si oppongono fermamente al TAV, contrariamente a quanto
asserito dalle menzogne di Virano e dei suoi compari in affare.

 
NO TAV NO TRIVELLE
 
I comitati NOTAV della Valle di Susa, Val Sangone, Torino e cintura
Susa, 17 febbraio 2010

Castel D’Azzano (VR): verso il 1 marzo – Bloccato sfratto di una famiglia marocchina

rete sociale per il diritto alla casa

Questa mattina (martedì 16 febbraio 2010) un gruppo di attivisti della
Rete Sociale per il Diritto alla Casa ha bloccato lo sfratto della
famiglia di Khaled El Idrissi, marocchini che vivono a Castel D’Azzano,
in provincia di Verona.

Alle ore 9.30 l’Ufficiale Giudiziario,
accompagnato dalla Polizia Municipale, si è presentato nella casa di
via Bortolazzi 11, abitata da 6 persone di cui tre bambini piccoli di
uno, tre e dieci anni e una donna anziana.

Lo sfratto è stato
rinviato al 28 marzo, permettendo così alla famiglia di trasferirsi,
con il tempo necessario, in una nuova casa.

blocco sfrattoblocco sfrattoblocco sfrattoblocco sfratto

Verona. Verso il 1 marzo – Le lavoratrici Euro&Promos: e se smettessero di pulire l’Università?

Questa mattina (martedì 9 febbraio 2010), un gruppo di lavoratori e lavoratrici della Cooperativa Euro&Promos, che ha l’appalto delle pulizie all’Università di Verona, ha protestato dentro e successivamente davanti al Rettorato contro il licenziamento di una loro compagna e per chiedere migliori condizioni di lavoro.

Le lavoratrici, insieme all’ADL cobas e a Cittadinanza Globale, sono state ricevute dal Direttore Amministrativo dell’Università, dott. Salvini, che si è impegnato a contattare la Cooperativa con la volontà, espressa anche di fronte ai giornalisti, di risolvere velocemente la vertenza.

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Questo il testo del volantino distribuito durante la protesta: Leggi tutto “Verona. Verso il 1 marzo – Le lavoratrici Euro&Promos: e se smettessero di pulire l’Università?”

No Dal Molin: 50 attivisti entrano nella base americana

Vicenza si difende: non è finita, la sarà longa!

Da: www.nodalmolin.it

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Cinquanta donne e uomini di Vicenza sono entrati in questo momento all’interno del cantiere della nuova base statunitense al Dal Molin e si sono incatenati alle gru e alle macchine da lavoro che ogni giorno danneggiano la falda acquifera vicentina per realizzare le fondamenta dell’installazione militare. Recenti dati, infatti, hanno evidenziato inspiegabili aumenti del livello della falda in alcune zone.
Leggi tutto “No Dal Molin: 50 attivisti entrano nella base americana”

Un’aria che fa male

gas

Da giorni ormai, quasi quotidianamente, vengono lanciati allarmi sullo stato dell’aria da parte di associazioni ambientaliste o dagli enti preposti al controllo. I media mainstream registrano la notizia. Gli amministratori comunali, per non parlare dei politici nazionali, o tacciono, aspettando che la notizia sparisca, o prendono qualche misura, che risulta assolutamente insufficiente e contingente, come ad esempio il blocco della circolazione per periodi più o meno lunghi. Sempre che non si accontentino di aspettare che… piova.

L’Arpav dà un quadro veramente preoccupante della situazione. I dati raccolti dalle centraline automatiche o manuali mostrano situazioni di rischio per la salute in continua crescita. Leggi tutto “Un’aria che fa male”

Sfracelli d’italia. Casa Pound fuori dall’università

/antefatto:

locandina in università – vedi photo
la locandina della conferenza reca in basso a destra il logo dell’università di verona, quello di blocco studentesco e quello di casapound.
il collettivo universitario si mobilita immediatamente, sia con mail di studenti che dei rappresentanti degli studenti nei vari organi collegiali. il tono delle mail è più o meno questo: Leggi tutto “Sfracelli d’italia. Casa Pound fuori dall’università”

Dissuasione a-tomica

centrali nucleari

La corsa inizia. Soldi in vista, imprese in agitazione.
Il Governo, fregandosene del parere dei cittadini (referendum del 1987), rilancia il nucleare; Enel e Confindustria partono subito con i lavori.

Casagrande (Castel d’Azzano, via G. Rossini 24 – Verona), Lever (Arbizzano, viale del Lavoro 17 – Verona), Mondini Cavi (Caprino Veronese – Verona) sono tra le 24 aziende venete convocate ieri al “Supply Chain Meeting” di Roma per prepararsi a partecipare all’appalto per la costruzione di nuove centrali nucleari in tutto il territorio italiano.
Il summit di Copenhagen sul clima fallisce in maniera piuttosto misera e l’Italia, per non restare indietro rispetto agli altri inquinatori globali, rilancia l’energia nucleare che, com’è noto, porta con sé alcuni inconvenienti “trascurabili”.

Quello, irrisolto, dello stoccaggio a lungo termine delle scorie nucleari; un problema per il quale né gli Stati Uniti né la Francia (i paesi con più nucleare al mondo) hanno veramente trovato una soluzione, e che inevitabilmente costituisce un appetibilissimo mercato per mafie e malaffari d’oro.

Il problema della sicurezza degli impianti, per i quali nessuna compagnia assicurativa è disposta a garantire. C’è una lunga lista di incidenti non noti e di rilevazioni ambientali e studi epidemiologici (l’ultimo uscito in Germania, pochi giorni fa) che mostrano come una centrale nucleare sia una minaccia seria per la salute degli esser viventi per centinaia di chilometri quadrati.

Il problema della produzione di anidride carbonica.
Nonostante il nucleare sia propagandato come carbon-free, si tratta di una bugia clamorosa. È vero che la centrale, in sé, non emette gas serra. Tuttavia il processo di estrazione e raffinazione (e trasporto) del minerale emette grandi quantità di CO2; quantità destinate ad aumentare man mano che i giacimenti di minerale a più alta concentrazione vanno esaurendosi e si è costretti ad estrarre rocce con concentrazioni di uranio 10, 100, 1000 volte inferiori, quindi con un impiego di energia (ricavata dai combustibili fossili) maggiore.

Ricostruire i progetti del governo, rendere pubblici i siti previsti per la costruzione delle centrali e le aziende che verranno coinvolte è un dovere di tutt*.

Occhi aperti oggi, per non dover mappare le aree contaminate domani.