Verona – Alla Finservice blocco permanente con “sequestro” di liquidatore

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Continuano sempre più radicali le iniziative di lotta delle lavoratrici e dei lavoratori della Finservice.
Dopo i blocchi temporanei alla Mondadori, alla Finservice. Dopo il
presidio al Teatro filarmonico in occasione della 32-esima Assemblea di
Confindustria che ha costretto la Mercegaglia ad entrare dalla porta di
servizio, ottenendo solo imbrogli o silenzi, sono passati al blocco
permanente della Finservice, costringendo anche il liquidatore
dell’azienda a rimenarsene per l’intera giornata rinchiuso negli uffici.

A Verona repressione è civiltà

I
vigili hanno dapprima dato una multa (di 100 euro) ad un ragazzo che
suonava uno strumento a percussione. La protesta si è accesa subito, un
cumulo di ragazzi circondava le pattuglie chiedendo spiegazioni,
protestando, ironicamente facendo bolle di sapone vicino alle macchine
della polizia locale. Immediatamente è nata una colletta spontanea tra
le persone presenti, che ha coperto quasi subito l’intero ammontare
della multa.
Da notare che in piazza, stasera, era presente lo stato
maggiore della polizia, con vicequestore, vice capo della digos, un
numero imprecisato di vigili e di poliziotti, che riprendevano e
monitoravano la situazione.
La polizia si è fermata in piazza
presidiandola per un lungo lasso di tempo, con l’evidente intenzione di
scoraggiare il ritrovo.
Vedendo che la gente non se ne andava, il
vice comandante della polizia locale , tale Sgrella, è penetrato,
seguito da almeno 10 vigili, tra le persone chiedendo le generalità ad
un ragazzo che suonava una chitarra. Con toni provocatori e mettendo
per primo le mani addosso, spingendo e trattenendo. Ha acceso da solo
una piccola colluttazione coi presenti, che, vedendo la situazione
degenerare, hanno unicamente alzato la voce frapponendosi alla
prepotenza di Sgrella. Immediatamente sono arrivate in piazza almeno
tre jeep della polizia, dalle quali sono scesi, caschi in testa e manganelli in mano i poliziotti formando un cordone di fronte alla
gente presente. Da notare ancora che l’arrivo dei poliziotti è stato
fin troppo tempestivo e brevemente deciso. Immediatamente hanno
circondato la gente che protestava e hanno portato via,con la forza due
ragazzi: Gigi e Jack, menando le mani, calciando e spintonando chiunque
si frapponesse, anche solo per chiedere spiegazioni. La digos, fino ad
allora fintamente disposta al dialogo, ha dato manforte operativa (con
mano pesante) al sequestro dei due ragazzi. 
Abbiamo
visto una scena allucinante: due ragazzi, per il solo fatto di chiedere
spiegazioni e protestare per l’incursione della polizia in una piazza
dove il reato più grave è stato suonare una chitarra, sono stati
pestati e portati via di peso dalle forze dell’ordine al gran completo.
Abbiamo visto ufficiali della polizia locale, della digos, della
polizia, menare le mani e trascinare a forza due ragazzi nelle volanti.
Alle proteste, alle grida di contrarietà, ci siamo visti rispondere con
insulti e spintoni.
Il fatto più grave è che la violenza è
cominciata dal vice comandante della polizia locale, Sgrella, che per
primo ha acceso la zuffa insultando e picchiando, e che la polizia, in
assetto anti sommossa, è arrivata nel giro di secondi (non di minuti)
dall’inizio della zuffa. A tutti è sembrato chiaro l’intento e il fine:
accrescere la tensione per intervenire con la forza, con il manganello,
per “dare una lezione”, per far capire il clima: chi suona la chitarra
dopo le 22 deve prendere mazzate. Bisogna aver paura di trovarsi in
piazza lontano da un bar, dove la socialità si sviluppa spontanea. Chi
alza la cresta anche in nome di una cosa innocente e meravigliosa, come
vivere una piazza, prenderà manganellate.
Immediatamente, promosso
dalle ragazze e dai ragazzi presenti, è nato un corteo spontaneo e non
autorizzato verso la questura, per chiedere il rilascio immediato di
Jack e Gigi. La gente si è mossa lungo il centro storico gridando “
Verona città libera, liberi tutti subito” fino ad arrivare alla
questura, dove i ragazzi hanno protestato, bussando vivacemente al
cancello della questura.
Epilogo: dopo che la digos si è frapposta
intavolando una falsa e ipocrita discussione, i due ragazzi sono stati
rilasciati, con la denuncia di: resistenza a pubblico ufficiale, con
aggravante, e rifiuto di fornire i documenti, sempre con aggravante.
A
noi sembra chiaro che in questa città ci sia un’emergenza democratica:
al suono di una chitarra non si può reagire a manganellate. Alla voce
dei ragazzi che vogliono vivere la città in modo libero e sano, non può
rispondere un divieto, un’ordinanza restrittiva. Al dissenso per un
comportamento becero, come è stato quello delle forze dell’ordine
stanotte, non possono seguire botte e denunce a raffica.
Quello che
faremo, io e tutti quelli che in piazza Dante vedono uno spazio libero,
sarà di continuare a ritrovarci il mercoledì, come sempre, per vivere
la piazza della città, e di frapporci con ogni metodo all’oppressione,
alle ordinanze folli, alle manganellate della polizia, alla ipocrita
retorica della sicurezza sponsorizzata dal sindaco Tosi, alle denunce,
alle minacce, alle multe stratatosferiche, al clima autodistruttivo per
cui ogni dissenso va cancellato.

Tutto ciò che è stato detto è
documentato tramite filmati, testimonianze e, stanotte, tramite un
referto medico di uno dei fermati.

Un gnàro, butèl, tòso, sccèt, ragazzo di piazza Dante. Persona. Essere umano.

Da: I mercoledì di Piazza Dante | Facebook

Gli operai “sequestrano” liquidatore di Finservice

Fonte: Corriere di Verona – 28/05/2009

Verona – Finservice, atto secondo. Come su un set cinematografico, ieri
pomeriggio i dipendenti delle cooperative gestite dalla ditta di
Bovolone, hanno riproposto la scena già “girata” giovedì scorso.
Striscioni e lucchetti ai cancelli per bloccare completamente
l’attività dell’azienda che, lo scorso 28 aprile ha dichiarato lo stato
di liquidazione, bloccando di fatto i pagamenti degli stipendi
arretrati agli operai. Con tanto di carabinieri intervenuti per
garantire la sicurezza. Una protesta sostenuta dal sindacato di base
Adl Cobas che ieri mattina, in prefettura, ha incontrato il
viceprefetto Elio Faillaci, i rappresentati della cooperativa Rm e
quelli di Confindustria (invitati dal sindacato a partecipare alla
vertenza durante l’assemblea annuale dell’associazione svoltasi martedì
al teatro Filarmonico ndr.). “La presenza di Confindustria è molto
importante – hanno detto i sindacalisti –perché l’amministratore di
Finservice, Roberto Andreetto, è membro di Confindustria e ci ha
lasciato questa pesante eredità”. Durante l’incontro la Prefettura è
stata informata dello stato in cui si trovano 106 operai di cooperative
che prendevano lavori in appalto dalla Finservice e che adesso, oltre a
rischiare il posto, aspettano il versamento di quattro mensilità
arretrate. La decisione di picchettare nuovamente l’azienda è stata
presa nel primo pomeriggio, quando si è saputo che Luigi Braga, il
liquidatore incaricato da Finservice di gestire la procedura di
smantellamento dell’azienda, non voleva concedere il via libera al
gruppo Pozzoni per pagare gli arretrati a quei dipendenti che, tramite
Finservice, avevano lavorato alla Mondadori. “Se non si sblocca la
situazione, allora le attività dell’azienda non devono continuare. Non
possiamo contribuire agli incassi di chi ci sta lasciando in mezzo alla
strada” hanno detto gli operai che hanno bloccato ogni attività,
chiudendo i cancelli. All’interno dell’azienda c’era anche Braga,
“sequestrato” dalla folla. Solo verso le 18, accompagnato dai
carabinieri, è riuscito a uscire attraversando la ressa dei
contestatori. La Prefettura, intanto, ha convocato oggi pomeriggio alle
15.30 tutte le parti in causa per trovare una soluzione. Ma non è
bastato a far desistere i manifestanti. “Fino a quando Braga non firma
l’accordo, noi non ce ne andiamo” hanno promesso.

Verona – Irruzione alla 64-esima Assemblea di Confindustria

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Verona – 26/05/2009. Le lavoratrici e i lavoratori della FINSERVICE irrompono nella 64a Assemblea di Confindustria Verona. Il presidente nazionale degli industriali Emma Marcegaglia entra dalla porta di servizio per non assistere alla clamorosa protesta di una trentina di lavoratrici e lavoratori della Finservice che non percepiscono lo stipendio da 5 mesi. Leggi tutto “Verona – Irruzione alla 64-esima Assemblea di Confindustria”

Verona – musiche nelle piazze, ordinanze antisuonatori e nazisti canterini

Fonte: L’Arena – 22/05/2009

MUSICA E ORDINANZE. In serata ci sarà anche un confronto a distanza: in Borgo Roma concerto dei gruppi della destra sociale e a Veronetta di scena i collettivi
Bonghi, la protesta alza il volume
Stasera appuntamento per una nuova «sfida» lanciata stavolta attraverso Facebook

L’ordinanza non ferma i suonatori. Il provvedimento siglato dal sindaco Tosi, che vieta di suonare qualsiasi strumento musicale dopo le 22 nelle vie e nelle piazze, non ha zittito gli strumenti dei circa 300 ragazzi che anche l’altra sera si sono trovati in piazza Dante. Ma anzi, sembra aver sortito l’effetto contrario tanto che il solito appuntamento settimanale, in via eccezionale, raddoppia questa sera.
Il tam tam dei bonghi non è risuonato, infatti, solo nel cuore della città ma si è propagato anche on-line. All’indomani dell’ordinanza 39, infatti, sul social-network Facebook, è nata un’iniziativa spontanea di protesta contro il divieto. «Non siamo d’accordo con il provvedimento del sindaco Tosi e quindi questa sera ci ritroveremo in giro per il centro a cantare, o anche semplicemente a ridere, visto che la voce non possono sequestrarcela», si legge infatti nella nota. «La nostra intenzione
non è certo quella di "fare casino" ma di dare vita a una protesta pacifica», spiegano.
All’evento, ritrovo alle 22 in piazza Dante, hanno già aderito in circa 400, ma solo questa sera si vedrà se l’iniziativa, nata on-line, riuscirà a concretizzarsi anche nel mondo reale. Di sicuro, in piazza ci saranno i giovani di Generazione Democratica del Pd, che hanno già annunciato la propria adesione alla serata. «Vivere la nostra città è un diritto, non un abuso, un’esigenza, non un vezzo, e siamo costernati nel trovarci, ancora una volta, innanzi a iniziative di chi, con ordinanze e proclami, va nella direzione opposta», spiegano.
L’altra sera in piazza dei Signori, intanto, la festa è proseguita come sempre. E «armati» di chitarre, clarinetti, violini e anche due degli ormai famigerati bonghi, «i butei e le butele di piazza Dante» hanno continuato a disobbedire. A rischiare la sanzione, che è di 100 euro la prima volta, e poi 250, 450 e il ritiro dello strumento ai suonatori recidivi, erano in poco più di una decina.
Ma nessuna divisa è comparsa all’orizzonte, e nessun verbale è stato compilato, anche se di frastuono ne è stato fatto parecchio, questa volta. Se le note di chitarre, violini e flauti non oltrepassa le mura del palazzo della Prefettura, il tam tam ritmato dei bonghi si. Lo scorso mercoledì, infatti, prima di mezzanotte i bonghisti avevano smesso di suonare mentre l’altra sera hanno proseguito fino all’una passata. Quella di questa sera si preannuncia quindi una nottata elettrica.
E non solo per il suono degli strumenti di piazza Dante, ma anche per le note del gruppo della destra sociale Zetazeroalfa, che si esibirà in Zai e che si prevede richiamerà esponenti dell’estrema destra da gran parte d’Italia. E per le canzoni che risuoneranno invece da Veronetta, dove è stato organizzato un altro concerto negli spazi del collettivo Metropolis.


Fonte: DNews – 20/05/2009

Il caso. L’associazione Madri insieme per Verona chiede al sindaco iniziative contro la serata in un locale
"Il Comune respinga la band di estrema destra"

"Abbiamo invitato il sindaco e i consiglieri comunali a visitare il sito di blocco studentesco perché siamo informati di quale sia il repertorio proposto dal gruppo che il 22 maggio suonerà a Verona".
A dichiararlo è Chiara Stella di Madri insieme per una Verona civile, che aggiunge: "Come madri ci riteniamo preoccupate che gruppi nazirock possano venire a suonare nei locali della nostra città. Il Consiglio ha parlato ieri della lettera, ma non ci ha dato ancora nessuna risposta. Noi chiediamo che venga presa una posizione".
Il fatto che venerdì prossimo suonerà a Verona un gruppo che propone testi di estrema destra, era già stato segnalato dal collettivo Metropolis durante la presentazione del libro Bande nere di Paolo Berizzi. In quell’occasione un giovane studente del Maffei, militante del Collettivo Studentesco Verona, aveva chiesto un coinvolgimento di tutta la società civile in nome di una forte presa di posizione contro un’ideologia di estrema destra sempre più dilagante a Verona.
Nello specifico si era rivolto proprio a Madri insieme per una Verona civile perché, oltre a portare avanti il lavoro di informazione e sensibilizzazione nelle scuole, si impegnassero a dare anche una risposta politica a eventi come quello imminente del 22 maggio. La risposta, almeno da loro, è arrivata.

Verona – Minacce al Metropolis e diffida al gestore del Blob

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[ Protesta anche tu contro il Comune di Verona ]

Venerdì 15/05, mattina.
Sul muro
esterno del Metropolis café, luogo che, oltre ad ospitare attività
culturali ed artistiche, è anche sede del collettivo metropolis e del
collettivo studentesco di Verona, è apparsa una scritta dal contenuto
chiaro e dalla firma altrettanto chiara.
Non è un caso che questa
compaia ora. Dopo, cioè, una serie di iniziative tese non solo a
denunciare esistenza e attività di gruppi nazifascisti, ma anche le
coperture implicite ed esplicite che questi hanno (giunta Tosi, per
quanto riguarda la città, politiche governative a livello nazionale).
L’ultima, la presentazione di "Bande nere"
di Berizzi, ha raccolto circa 250 persone nella sala della Biblioteca
Civica di Verona, dimostrando che esiste anche una Verona che vuole
reagire al clima di violenza, illibertà, privazione di diritti.

Per ascoltare gli interventi della presentazione e per leggere la rassegna stampa:

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Sabato 16/05, pomeriggio.
Più di 30
cittadini e cittadine dell’Altro Comune, cosi la firma sul volantino,
sono comparsi davanti al Blob Club, in via Lussemburgo, Verona.
Hanno bloccato l’ingresso del locale, aperto striscioni e attaccato
volantini, mentre un gruppo è entrato e ha consegnato a chi in quel
momento gestiva il locale una diffida dall’ospitare, per l’ennesima volta, il concerto di un gruppo nazirock, in questo caso gli ZetaZeroAlfa.

Verona – Il locale non ospiti gli ZetaZeroAlfa

Fonte: Corriere di Verona – 17/05/2009

VERONA – “Invece di vietare le piazze a chi suona i bonghi,
l’amministrazione comunale dovrebbe iniziare a preoccuparsi delle
sempre più frequenti esibizioni nei locali cittadini di gruppi nazirock
che inneggiano alla violenza e a Hitler”. L’appello è stato lanciato
dagli attivisti antifascisti riuniti sotto la sigla di “Cittadini
dell’altro comune”, dopo aver appreso che venerdì prossimo suonerà in
città il Leggi tutto “Verona – Il locale non ospiti gli ZetaZeroAlfa”