Verona – Aggressione da parte di ultras di destra

Fonte: L’Arena – 8 gennaio 2009

Nuova aggressione in centro storico. "Vicenda simile al caso Tommasoli"
Intolleranza.
Tre giovani sono stati picchiati tra Via Cairoli e Piazza Viviani. Le
modalità rimandano all’episodio accaduto a Porta Leoni. La Digos indaga

Ha riportato lesioni più gravi al volto e alla retina
di un occhio. Le persone coinvolte sono complessivamente venti,
suddivise in due gruppi

La polizia indaga su un nuovo episodio di violenza accaduto in centro vicino a Piazza Viviani

Verona. «Si tratta di un caso molto simile alla vicenda
Tommasoli». Il procuratore Mario Giulio Schinaia inquadra subito il
fatto di sangue verificatosi sabato notte in piazza Viviani. Il filo
dell’intolleranza, nella nostra città continua a dispiegarsi e a
mietere nuove vittime delle violenze. Questa volta, sono in tre i
giovani aggrediti nell’incrocio tra le vie Cairoli, Dante Alighieri e
piazza Viviani, vicino al caffè Posta. È riaccaduto in centro, già
teatro di altre aggressioni simili con tanto di inchiesta avviata nel
giugno 2007 contro 17 giovani e ancora inspiegabilmente aperta. Con
modalità molto simili, è avvenuto anche l’omicidio di Nicola Tommasoli
avvenuto nella notte tra il 30 aprile e il 1. maggio.
A inquadrare
questo nuovo episodio, è il procuratore Mario Giulio Schinaia: «Si
tratta di una vicenda che è oggetto di una particolare attenzione
perchè non è una banale zuffa ma di qualcosa di molto simile alla
vicenda di Tommasoli». Un aggressione, continua il procuratore, «nata
dal pretesto di fare a pugni anche se la mentalità rimane la stessa».
Il
copione si è, quindi, ripetuto nella notte tra sabato e domenica e
sulla vicenda stanno indagando la Squadra mobile e la Digos, coordinati
dai dirigenti Giampaolo Trevisi e Luciano Iaccarino. Indagini molto
serrate con l’obiettivo di concluderle il prima possibile per
assicurare i responsabili alla giustizia.
L’ipotesi di accusa
parla di lesioni gravi. Ad avere la peggio, infatti, la trentenne
Francesca A.: ha ricevuto un colpo all’occhio e rischia di perdere la
retina. Dopo un ricovero lampo, le è stata prescritta una prognosi di
trenta giorni e da qui è partita l’accusa di lesioni gravi. Sono stati
colpiti a suon di calci e pugni altri due giovani che hanno riportato
ferite guaribili, però, in meno di venti giorni. Si parla anche di un
oggetto contundente, lanciato durante il parapiglia ma su questa
circostanza gli investigatori non hanno raggiunto alcuna certezza. Gli
investigatori stanno ascoltando i testimoni, mostrando loro le foto
segnaletiche di chi potrebbe aver commesso l’ennesimo assalto in
centro.
«Stiamo ricostruendo la dinamica del pestaggio» affermano
in questura. Aggressione? Semplice lite finita con una scazzottata? Gli
investigatori rinviano ogni considerazione ad indagine conclusa. E il
finale di questa inchiesta sembra essere molto vicino così come
l’individuazione dei responsabili.
D’altro canto, agli investigatori
il materiale non manca di certo. Era una ventina i giovani che si
trovavano durante la tarda serata di sabato al caffè Poste di Piazza
Viviani, angolo via Alighieri, gestito da Ivo Spada. Stavano
festeggiando un compleanno. Verso mezzanotte, secondo un testimone,
presente al momento dell’aggressione, sono arrivati un’altra decina di
giovani, frequentatori della curva sud del Bentegodi. Il gruppo avrebbe
intonato subito dei cori tra i più alla moda in curva sud. Uno slogan
volgare, rivela un testimone. Canzone di chiaro stampo politico con
riferimenti nazisti? «Lo stiamo appurando», è la risposta che arriva
dalla questura. Qualsiasi coro sia stato intonato, però, non è stato
digerito molto bene dai giovani, soprattutto ragazze, che si trovavano
in quel momeno nel bar. La decina di tifosi dell’Hellas sono poi usciti
in via Alighieri e lì il battibecco è continuato. Si è così passati
dalle parole ai fatti. Uno dei supporter gialloblu avrebbe sferrato un
pugno in faccia ad un giovane della compagnia nella quale c’erano anche
due amici con i capelli rasta. Il motivo del contendere sarebbe stato
anche la lunghezza dei capelli colorati di alcuni avventori dei bar.
Subito dopo, è stata colpita la ragazza con un posacenere impugnato da
uno dei supporter gialloblu.
Dopo l’aggressione, c’è stato un
fuggi fuggi generale in varie direzioni. Ci sarebbe stata poi un’altra
colluttazione vicino al bar Malta davanti alle vetrine del negozio
Sportland dove sono state trovate alcune gocce di sangue. Ad avere la
peggio un amico delle due vittime che ha riportato ferite lievi.
L’aggressione sarebbe così finita con l’arrivo delle Volanti della
polizia che hanno setacciato subito tutto il centro senza, però,
trovare i responsabili.


Fonte: L’Arena di Verona 7 gennaio 2009

Piazza Viviani. Un ragazzo e una 27enne finiti in ospedale. Lei ricorda bene i volti dei suoi aggressori
Pestati in centro da estremisti riconosciute quelle «teste rasate»
L’avvocato della ragazza aggredita:«Erano determinati a scatenare la violenza»
Li ha visti bene in faccia, i suoi aggressori, Francesca, 27 anni, che
sabato sera è finita all’ospedale di Borgo Trento per colpa di alcune
gravi lesioni al volto, e in particolare alla retina di un occhio. Una
ventina di ragazzi, con ogni probabilità di estrema destra, hanno
picchiato lei e un amico in piazza Viviani, concludendo così, in modo
drammatico, una lite che era già iniziata tra i banconi del Bar delle
Poste.
Una ventina di ragazzi, quasi tutte coppie di fidanzati,
erano seduti. Alcuni avevano i capelli lunghi, a differenze di quella
ventina di teste rasate, tutti giovani sulla ventina, entrati mezzi
ubriachi nel locale. Alcuni avevano giubbotti neri, altri la maglia
dell’Hellas Verona. Erano tifosi della curva Sud, tanto che conoscevano
a memoria i cori del Bentegodi, e poi slogan razzisti, estremisti,
cantati a squarciagola per più di venti minuti.
Partono dei
commenti da parte dei ragazzi seduti, che ricevono in cambio delle
minacce. E visto che l’aria era tesa e il bar stava per chiudere, si
alzano e decidono di uscire, trattenendosi nella piazza. Dopo pochi
minuti escono anche quegli ultras. E scatta la rissa, anzi più risse
che coinvolgono diversi gruppetti. Il motivo? Forse lo stesso che da
mesi ha trasformato il centro città in un teatro di violenze, da parte
di estremisti nei confronti dei “diversi”: per idee politiche, per
abbigliamento. Un teatro che nel maggio scorso è stato insanguinato
anche dall’omicidio Tommasoli. Di quei venti giovani attaccati, due
hanno avuto la peggio, un ragazzo pestato a terra e l’amica Francesca,
che il mattino successivo si è rivolta al suo avvocato, Lorenzo
Picotti, per sporgere denuncia. E agli agenti ha descritto i visi degli
aggressori, che aveva ben impressi nella memoria. «Li aveva visti bene
quando si trovavano dentro al bar – spiega Picotti – e poi all’uscita,
durante il pestaggio. Insomma, saprebbe riconoscerli. Tanti avevano le
teste rasate, indossavano maglie dell’Hellas. Erano preparati e
determinati a colpire.
Venti minuti di slogan razzisti e poi un
commento da parte della 26enne, che è stato l’occasione per scatenare
la violenza fisica». Sul pestaggio sta indagando la Digos scaligera. Il
rapporto sulla vicenda non è ancora stato trasmesso alla magistratura.
Gli
agenti, che preferiscono non sbilanciarsi sulla natura dell’episodio,
stanno cercando di dare un volto ai picchiatori, ma al momento non vi
sono indagati. Fondamentale sarà la descrizione fornita dalla ragazza
ferita, e il confronto con i giovani estremisti scaligeri che la Digos
conosce bene, perché già più volte coinvolti in analoghi episodi di
violenza.

Una risposta a “Verona – Aggressione da parte di ultras di destra”

  1. Disgusto.
    Se succedono ancora cose del genere dopo la tragedia di maggio, significa che c’è un substrato di vuotezza potenzialmente criminale in questa città. Una sottocultura che diventa una bomba senza gestione.
    Non è possibile andare avanti così.
    Parlo da migrante, mi vergogno, e temo.

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