Verona – Pronto sei immigrato? Non ci sono case per te

Oggi, sabato 10 novembre 2007, a Verona continua la lotta alla precarietà, dopo le grandi manifestazioni e i blocchi metropolitani realizzati in molte città italiane per lo sciopero generale e generalizzato del 9 novembre. Dopo un lavoro d’inchiesta sulla discriminazione razziale all’accesso alle case da parte delle immobiliari ai danni dei migranti, è stata sanzionata un’agenzia immobiliare di Veronetta. Migranti e precari hanno bloccato l’accesso e fatto ascoltare pubblicamente le registrazioni fatte alle agenzie che smascherano il razzismo diffuso tra proprietari di case e agenti immobiliari.

Sappiamo per certo che cosa sicurezza non vuol dire. Diffidiamo della supponenza di chi da destra e da sinistra – imprenditori politici della paura; miseri burocrati delle passioni tristi e statisti di un decoro da amministratori di condominio – pretende di dirci che cosa essa significhi.

Sicurezza non vuol dire sicurezza di nessuno. Non di coloro che subiscono le truffe dei banchieri e dei finanzieri per i quali è stato fatto l’indulto. Non di quelli che patiscono gli effetti di una consapevole devastazione dell’ambiente. Non dei precari e dei lavoratori flessibili che certo non sono sicuri di diritti costantemente erosi da protocolli sul welfare redatti nel chiuso delle stanze delle segreterie di partito, sindacali dei pensionati e confindustria dei figli di.

Sicurezza dovrebbe voler dire reddito diritti e dignità per chi lavora e per chi produce valore nella fabbrica sociale diffusa. Studente, stagista, lavoratore intermittente o migrante che sia. Sicurezza dovrebbe voler dire possibilità di costruire il proprio futuro e garanzia che un futuro per tutti ci sia.

Sicurezza, ci dicono invece, significa rispetto della legalità. E per questo mobilitano – lo hanno fatto davvero – decine di poliziotti e carabinieri in assetto di guerra per difendere lo sfratto di una famiglia di migranti in contenzioso privato col proprio padrone di casa. Per questo hanno cacciato di casa i migranti che si erano conquistati un posto dove stare tra le case di edilizia popolare che l’ATER svende agli speculatori. Per questo perseguitano gli ambulanti, i lavavetri, i call center e le rivendite di Kebab e non i commercianti del centro che dichiarano al fisco meno delle loro commesse.

Sicurezza e legalità sono uno specchietto per le allodole ed un feticcio. Lo specchietto col quale catturare l’attenzione dei cittadini alla ricerca di un oggetto sul quale proiettare la catastrofe che tutti li investe – incertezza, povertà crescente, perdita dei diritti sono più tollerabili se sembrano riguardare solo un altro più povero e con meno diritti di noi -; ed il feticcio innanzi al quale recitare il mantra dell’esorcizzazione della propria impotenza: la città, a dispetto di chi pretende di rappresentarla e di controllarla, la disegnano le incomprimibili traiettorie di una libertà ingovernabile che ridescrive in continuazione il confine tra legale e illegale, tra insicurezza e sicurezza, tra isolamento e partecipazione.

Fa male doverlo ricordare ancora, ma se una donna nera, Rosa Parks, non avesse disobbedito, non troppi anni fa, a una legge infame, avremmo ancora la segregazione razziale negli Stati Uniti.

Ciò che è giusto è la dinamica che sfonda ed eccede l’ orizzonte ristretto della legalità e del diritto. E gli schemi formali della legge codificano solo i rapporti di forza che sono in grado, per un momento, di cristallizzare.

Ora: un’emergenza vera a Verona c’è. Come altrove. E riguarda la sicurezza dei diritti. Essa riguarda, prima di tutto la casa. E riguarda tutti, migranti, studenti, precari e e famiglie monoreddito, a dispetto del tentativo di governarla in termini coloniali. Per mezzo di gerarchizzazioni e di priorità etniche, ad esempio (oh la fantasia di una giunta il cui sindaco, campione di sicurezza e legalità, è un pregiudicato per razzismo…).

Essa riguarda la situazione di migliaia di migranti in attesa di veder rinnovato il permesso di soggiorno, di cui hanno il pieno diritto, già rapinati per il passaggio della procedura alla privata spa delle poste con la benedizione del centrosinistra e dei sindacati, i cui diritti sono sospesi in attesa di un rinnovo che ci metterà anni ad arrivare e che le questure non sono affatto in grado di garantire.

E poi ci parlano di legalità e di sicurezza…

L’ATER svende le case. Ci dicono per costruirne, in un futuro remotissimo altre. Nell’attesa fa sgomberare chi ha occupato le case sfitte, pagava un affitto e lavorava a quell’autorecupero cui l’ATER ha rinunciato per garantire non i propri inquilini, ma gli speculatori, piuttosto. L’AGEC, grazie al regolamento varato dalla nuova giunta, non assegnerà più case ai migranti. Nemmeno a quelli che erano in graduatoria, che ne avevano il diritto e i cui diritti noi tuteleremo legalmente in tutte le sedi. Compresa la corte di giustizia europea. Oggi dimostriamo, infine, che il fantasmatico rinvio dei lavoratori migranti al mercato privato degli affitti è illusorio e davvero cinico: "agli immigrati non affittiamo", ci dicono.

Che legalità e che sicurezza tutelano gli sgomberi? Quanto sono costati la mobilitazione dei mezzi dei carabinieri e della polizia, per garantire gli interessi di una proprietaria già condannata per gli affitti in nero che estorceva ai propri inquilini? Quanto costa affidare i casi di emergenza al pelosissimo privato-sociale cattolico, che sulla miseria ci lucra, piuttosto di agire gli strumenti legali che ci sono e che permettono di contenere l’emergenza abitativa?

I migranti le case sfitte le trovano e le occupano da sempre. Essi conquistano a morsi la loro libertà. Studenti e precari non sono sempre disposti a lavorare in nero e in nero a pagare affitti insostenibili. Solo la logica paranoica dei sindaci sceriffi può immaginare di nascondere sotto i ponti, di notte, con un gioco di prestigio senza rete, i lavoratori precari e migranti di cui hanno bisogno di giorno e senza i quali la città non esiste.

Una recente sentenza della Cassazione lo ha stabilito. Ciò che è giusto ha la precedenza sulla vuota forma di legge. Occupare è giusto, quando altra risorsa non c’è.

Amministratori meno ciechi, lo hanno già fatto. E’ possibile requisire le case che le agenzie territoriali svendono, se si tratta di dare soddisfazione a un bisogno primario di uomini e di donne che non possono permettersi un accesso al mercato.

Cifre imponenti destinate all’edilizia popolare sono scomparse, nella fumosa gestione dell’ATER. E altre le seguono, pur di non avviare un confronto con le esperienze di occupazione, autogestione e autorecupero nate dall’autonomia di movimenti che sfidano i meccanismi della rappresentanza politica e sindacale.

Dobbiamo riprenderci gli spazi. Imporre una nuova soglia di confronto al governo delle città. E’ la nostra insorgenza a riaprire costantemente i perimetri della legalità. E siamo noi a dire che vogliamo sicurezza: sicurezza di un futuro come possibilità aperta a tutti alle stesse condizioni per tutti.

Inchiesta a cura di:
ADL/Coordinamento migranti (rete IWW) – Collettivo Metropolis

Azione di sanzionamento:
Patto contro la precarietà

Ascolta le telefonate alle agenzie immobiliari:

agenzia cangrande
agenzia arena
agenzia caesar
agenzia tecnocasa b.go trento

Verona – Control Breakers in azione

 control breakers Writing Metropolitani Ribelli

Giovedì 8 novembre, in Veronetta, è stato colorato uno dei luoghi simbolo della precarietà.Il quartiere che per primo a Verona, ha sperimentato le
politiche legalitarie di repressione e controllo della giunta di
centro-sinistra prima e del sindaco-sceriffo leghista ora, si è ripreso
un piccolo pezzo di città. Una cinquantina di attivisti hanno
accompagnato con musica ed interventi l’opera di un writer che ha
sottratto un muro al grigio della legalità. Proprio il muro che aveva
assistito al sequestro ed allo sgombero violento del residence Embassy,
dove un anno fa una decina di famiglie, che pagavano regolari ed
esorbitanti affitti, erano state sbattute in mezzo ad una strada per
assicurare "il rispetto delle norme di sicurezza", che i proprietari
colpevolmente non garantivano.

L’azione simbolica ha voluto affermare, alla vigilia
dello sciopero generalizzato del 9 novembre, che la retorica della
legalità generà solo precarietà.

Il tentativo continuo di richiamare l’attenzione
pubblica al tema della sicurezza non fa altro che distrarre dal vero
problema che migliaia di lavoratori, famiglie, studenti, migranti,
pensionati vivono anche a Verona: la precarietà. Le espulsioni dei
cittadini migranti, la chiusura dei call center, gli sfratti, lo
smantellamento dei campi Rom, l’installazione di telecamere su autobus,
scuole, piazze puntano ad isolare e intimidire il conflitto sociale, a
precarizzare le esistenze, a creare insicurezza, a favorire tendenze
populiste, razziste e xenofobe, a limitare le libertà politiche per la
difesa dei diritti di cittadinanza.

La Finanziaria costituisce ancora una volta lo
strumento per imporre queste politiche antisociali con l’ennesimo
regalo a imprese e speculatori finanziari, con la riduzione dei diritti
dei lavoratori nel pubblico impiego, con il taglio di servizi
essenziali e la costituzione di risorse inadeguate per la casa.

Verso lo sciopero generalizzato reclamiamo diritti sicuri!

p2p guide – Bit torrent

Che cos’è BitTorrent?
BitTorrent è un sistema p2p che distribuisce files tra diversi nodi (peers) che sono li a scaricare. Quando scarichi un file con il sistema di BitTorrent contemporaneamente invii quello che hai già scaricato agli altri utenti. BitTorrent fa in modo che persone interessate allo stesso file si aiutino vicendevolmente a scaricarlo.

Di cosa ho bisogno per usare BitTorrent
Devi scaricare uno dei client Bit Torrent. Questi client sono molto semplici da utilizzare. In particolare consigliamo di utilizzare Bittornado perché rispetto alla versione ufficiale permette di regolare vari parametri risultando in tal modo più comodo. Ci sono poi client più ricchi di funzioni ma ugualmente semplici come: Azureus, ABC , Bitspirit. Il consiglio è di provare diversi client per scegliere alla fine quello che più ti piace.
Scelto il client, installalo. Il tuo client BitTorrent si assocerà automaticamente ai file .torrent e si avvierà automaticamente per scaricarli ogni volta che ne aprirai uno o lo scaricherai dal Web.

Il prossimo passo quindi è quello di trovare i file .torrent
Questi file possono essere scaricati dai tanti siti sul Web dedicati a BitTorrent.

Come posso ripristinare un download?
Apri nuovamente il file .torrent (cliccando due volte sul file .torrent sull’hard disk oppure cliccando nuovamente sul link del sito web da dove hai originariamente cominciato il download). Indirizza il download nella stessa cartella contenente parte del file scaricato. BitTorrent farà il resto.

Come posso essere sicuro che il download non sia corrotto?
BitTorrent analizza le parti scaricate usando l’hashing. Quando il download è completo ne sarà già stata analizzata l’integrità.

Perché dalle sue dimensioni il file sembra completo ma il client dice che non lo è?
Il file non è completo finché la barra di progresso non ha raggiunto il 100%. BitTorrent tuttavia scrive un file che presenta già le dimensioni del file completo ma è stato riempito unicamente dal valore 0. Questo per riservare fin dall’inizio lo spazio per il download e non avere brutte sorprese del tipo ‘spazio su disco esaurito’.

Messaggio di errore "problemi di connessioni al tracker ("problem connecting to tracker") cosa posso fare?
Il Tracker per il file che stai cercando di scaricare è probabilmente offline. Cerca di scaricare più tardi il file. Questo messaggio può indicare anche che la tua connessione internet è down o non consente connessioni in uscita al client BitTorrent (potrebbe esserci ad esempio un firewall a bloccare questo).

BitTorrent produce uno schermo blu di errore (DSOD), cosa potrei fare?
Se hai un modem DSL, soprattutto un Alcatel, dovresti aggiornare i driver.
Se hai  una scheda di rete Linksys, potresti provare ad aggiornare i driver della scheda rete.

Quando clicco su un link BitTorrent ricevo un errore che dice ‘Impossibile trovare il file’. Cosa faccio?
Questo è un Bug di Internet Explorer che impedisce a BiTorrent di funzionare bene. Per aggirare il problema fai click col destro del mouse sul link e salva il file .torrent sul disco… quindi fai doppio click sul file.

BitTorrent contiene spyware o adware?
No, BitTorrent non contiene ne Spyware ne Adware, possiamo scaricarlo ed installarlo tranquillamente. Questo non vuol dire che non potrebbe uscire un client bitTorrent con spyware ma il client ufficiale e quelli che segnaliamo sono sicuri.

spezza il controllo, ferma la precarietà

Sciopero genearelizzato e manifestazione studentesca 

VENERDÌ 9 NOVEMBRE TUTTI IN MANIFESTAZIONE A VENEZIA

RITROVO: ORE 8.45 STAZIONE PORTA NUOVA

SCIOPERO GENERALE Il 9 Novembre i sindacati di base
hanno indetto lo sciopero generale contro l’accordo sul Welfare del 23
Luglio che mantiene la legge Biagi e il lavoro precario. Precari sono i
diritti di studenti, migranti, giovani, che vengono colpiti dalle
politiche liberiste, di guerra, di controllo sociale e di distruzione
ambientale.

MANIFESTAZIONE STUDENTESCA Noi studenti non possiamo
rimanere a guardare: siamo i lavoratori precari di domani e già ora
sperimentiamo la precarietà nel caro libri e trasporti, nel tentativo
della Moratti prima e di Fioroni poi di trasformare le scuole in
aziende. Ci impongono stage (lavoro non pagato e spesso inutile), il
numero chiuso di molte facoltà che non garantisce il libero accesso
allo studio, il costo dela cultura e la privatizzazione dei saperi.
Subiamo nelle scuole e nelle città le politichè di controllo e
repressione dei sindaci sceriffi come Tosi e del governo che colpiscono
con i pacchetti sicurezza i diritti di cittadinanza e le libertà di
movimento e di espressione… Ci vogliono allineati e omologati pronti
a ricevere un istruzione solo in funzione di un lavoro (precario e mal
pagato), togliendoci la libertà e la gioia di creare, di autogestirci e
auto-organizzarci nella scuola come nella vita, con proposte e
contenuti che partano dalle nostre necessità.

Mobilitiamoci a Venezia per dare una risposta forte alle politiche di controllo, repressione e precarietà.

SPEZZA IL CONTROLLO FERMA LA PRECARIETÀ!!!!!!! collettivo studentesco vr