metropolis:::il programma di dicembre 08

Via Nicola Mazza 63/A – Verona | e-mail: metropolis@inventati.org
Il 12 dicembre l’onda diventa la mareggiata dello sciopero sociale.
Costruiamo, dentro la giornata di mobilitazione nazionale, un terzo
corteo libero e indipendente che dalla stazione ferroviaria di Mestre
(concentramento ore 09:00) prenda la parola dal palco sindacale.
Dalle scuole, dalle università, dal mondo dei ricercatori precari, la
volontà di opporsi alla socializzazione dei costi della crisi ha ridato
energia ad un paese rassegnato alla vittoria delle destre e
all’inadeguatezza delle sinistre, ad un paese preda della psicosi
securitaria che strumentalizza i migranti (o i Rom) come carnefici e le
donne come vittime.
L’onda ha spazzato via la rassegnazione,
incrinato la concertazione e ha parlato al paese intero. Lo ha fatto
con il linguaggio della consapevolezza, della capacità di analisi, a
partire da una piattaforma specifica di discorso, frutto del lavoro
collettivo svolto durante i workshop della Sapienza che hanno coinvolto
studenti e precari di tutta Italia.
Da Roma siamo tornati chiedendo
il ritiro della legge 133, lo sblocco del turn-over e criticando la
trasformazione delle università in fondazioni di diritto privato in un
paese dove l’impresa è assolutamente inadeguata a investire nella
formazione.
Pretendiamo che la ricerca sia autonoma e indipendente
e chiediamo la fine dei contratti precari che la regolano. A questi
deve essere sostituito un contratto unico di lavoro subordinato a tempo
determinato.
Rifiutiamo il concetto di meritocrazia così come
confusamente declinato dalla retorica istituzionale. Il merito di un
ateneo non può basarsi su constatazioni meramente quantitative e deve
essere valutato a partire dalla ricaduta sociale dei saperi che
produce, saperi che devono essere liberamente accessibili e non
mercificati.
Vediamo nell’autoformazione uno degli strumenti
privilegiati per riportare dentro l’università saperi qualificati,
un’università il cui carattere pubblico deve essere comunque preservato.
Rifiutiamo il dilagare della didattica non retribuita sostenuta da
ricercatori precari e la diffusione degli stage gratuiti per gli
studenti.
Richiediamo reddito diretto ed indiretto, politiche
abitative adeguate e, naturalmente, strutture adeguate e sicure, prima
di tutto perché non si ripetano tragedie quale quella di Rivoli, poi,
perché non possiamo studiare o lavorare nel degrado.
L’onda non
si batte per l’Università del presente, né per quella del passato,
l’onda ha l’ambizione di fermare i processi di aziendalizzazione dei
nostri atenei di cui rettori e baroni sono corresponsabili. In
quest’ottica, l’onda si batte per trasformare i saperi in un bene
comune, perché la loro natura di prodotti dell’intelletto collettivo
ricada sulla collettività tutta in termini di reddito, fuori da ogni
logica proprietaria, fuori dalla gabbia dei brevetti.
Reddito,
questa è la parola chiave, questo è l’obiettivo dell’onda e di tutte e
tutti quelli che si rifiutano di pagare i costi della crisi della
finanza globale.
L’onda trascina via con sé l’insulto della social
card proposta dal governo e il 12 dicembre si trasformerà in una
rivolta sociale contro la precarietà.
Il nostro invito è dunque rivolto a chi non si sente
rappresentabile, a chi è stufo di delegare ai partiti la soddisfazione
dei propri bisogni e la realizzazione dei propri desideri, a chi sente
di poter decidere, attraverso la cooperazione sociale, in completa
libertà, il proprio presente: ai movimenti che costruiscono il
territorio come bene comune (e che ci hanno insegnato un modo diverso
di intendere le parole democrazia, partecipazione e comunità), ai
migranti, alle donne e ai precari di ogni settore.
La marea si alza.
Non paghiamo la vostra crisi!!
Onda Anomala Venezia
veneziavs133
Ha diciassette anni, ha gli anni di chi in queste settimane si è battuto contro il decreto Gelmini, ormai divenuto legge. Aveva, perché sabato 22 novembre Vito Scafidi è morto, morto di scuola, morto d’abbandono. Il premier Berlusconi, con parole "delicate", commenta: "Si è trattato di una fatalità". Non una parola sul degrado e la fatiscenza delle strutture scolastiche, non una parola sui tagli, oltre 7 miliardi di euro, che vedranno nuovamente vittima la scuola pubblica, non una parola sui regali bipartisan di denaro pubblico alle scuole private. L’arroganza della classe politica che ci governa non è più tollerabile!
Non pagheremo noi la vostra crisi! Il 28 saremo in piazza con tutta la rabbia di chi odia la morte!
(da www.uniriot.org)
Alla ricerca del Commonwealth:
una serata all’insegna della decifrazione della tendenza, dell’analisi
della politica all’altezza della crisi finanziaria globale, per
comprendere quali siano le linee di soggettivazione politica, le
modalità del possibile, i passaggi istituzionali e organizzativi del
fare moltitudine nel presente al quale apparteniamo.
Davanti a un
pubblico attento e partecipe fatto di studenti dell’onda, precari,
lavoratori, operatori dell’informazione, Toni Negri ha anticipato e
discusso con Adriana Cavarero, filosofa, dell’Università di Verona e
Sandro Chignola dell’Università di Padova le linee fondamentali del
libro che ha appena ultimato con Michael Hardt e che fa seguito ad
Impero e Moltitudine.
La serata si è svolta giovedì 20 novembre al Metropolis Café di Verona.
[ audio incontro 1° parte ] (durata 32:11)
[ audio incontro 2° parte ] (durata 17:41)
Vedi anche:
Alla ricerca del commonwealth di Toni Negri da Posseweb
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dei propri materiali e sulla loro distribuzione. copyDOWN non ha nulla
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libere, e che liberamente vengono create, copiate e fatte girare da
autori e fruitori.
È un attacco a trecentosessanta gradi quello che sta
avvenendo sul corpo e sulla capacità di produrre relazione delle donne.
Da una parte la normazione dei corpi con dispositivi di controllo e
l’ingerenza sulla libertà di scegliere rispetto alla riproduzione,
dall’altra il ruolo di vittime di mostri da cui non sono in grado di
difendersi. Da una parte si blocca l’accesso al mondo del lavoro con la
continua precarizzazione e contemporaneamente viene smantellato il
welfare. Pensavamo di aver visto il peggio quando la ministra Carfagna
ha emanato il decreto contro le sexworkers, sotto la regia di Tremonti
e tagliava i fondi per i centri antiviolenza, ma ancora non era
arrivata sulla scena la ministra Gelmini che con i suoi Ddl ha reso
evidente il progetto di far pagare la crisi a studenti precari,
ricercatori, insegnanti, genitori e soprattutto alle donne.
Davanti a questo terribile quadro, le donne vogliono
essere ancora una volta protagoniste. Dopo la manifestazione del 24
novembre del 2007 dove in centinaia di migliaia manifestarono contro il
pacchetto sicurezza e la violenza maschile, dopo essere state in prima
linea per la difesa del tempo pieno a scuola e nella lotta per
un’università diversa, torneranno in piazza, “Indecorose e Libere” per
manifestare contro la violenza maschile sulle donne, l’appuntamento è
sabato 22 novembre, alle ore 14.00 in Piazza della Repubblica a Roma.
L’annuale vetrina del Job&Orienta legittima e istituzionalizza la mercificazione dei percorsi formativi degli studenti dalla scuola superiore al mondo del lavoro.
Dopo anni di attentati al sistema dell’istruzione pubblica e con l’approvazione delle leggi 133 e 137, con la possibile trasformazione delle università in fondazioni private, è criminale presentare il futuro delgi studenti pieno d’opportunità quando è noto che queste non sono altro che precarietà.