Verona: lavoratori scioperano, bloccano produzione e impediscono licenziamenti
metropolis | 04 Gennaio, 2008 12:32
Lunedì 31 dicembre 2007 - Mercoledì 2 gennaio 2008.
Veronella provincia di Verona: 20 lavoratori migranti con il supporto dell’ADL RdB Cub scioperano, bloccando il lavoro e impedendo l’accesso alla cooperativa Excel appaltatrice della DHL leader mondiale nel settore dei servizi di corriere espresso internazionale ottenendo l’annullamento del provvedimento di immediato licenziamento.
La cooperativa che usava lo stratagemma di sciogliersi e ricostituirsi con altro nome ogni fine anno, licenziando i soci-lavoratori (oltretutto senza pagare liquidazione, tredicesima…) per bloccare gli scatti di anzianità e per ridefinire dietro il ricatto della possibile riassunzione nella nuova coop. mansioni e inquadramento, è stata costretta a rivalutare le proprie “strategie aziendali” grazie alla determinazione e alla lotta di questi giorni.
Lunedì 31 dicembre 2007
Ci troviamo a Veronella, uno dei tanti paesini dell’est veronese ormai collegati uno all’altro dall’infinita estensione di capannoni, fabbrichette e fabbricati…i luoghi dell’allora miracolo nord-est, dell’allora metal-mezzadro trasformatosi in piccolo imprenditore…ma anche e soprattutto luoghi dell’esternalizzazione, dell’appalto e del sub appalto, delle cooperative di servizi che pigliano dalle multinazionali come la DHL gli ordini per imballare ed etichettare le merci che saranno consegnate lungo le mille strade di cemento della metropoli orizzontale.
Cooperative come la Excel create per sfruttare chi il lavoro è costretto a cercarlo ad ogni costo, soprattutto se questo gli consente di ottenere, oltre ad un misero stipendio, l’agognato permesso di soggiorno. Cooperative di servizi create spesso per occultare, dietro lo schermo del rapporto societario (socio-lavoratore), rapporti di lavoro subordinato aggirando le norme che lo garantiscono.
Ma la musica cambia quando fuori dai cancelli dell’immenso fabbricato della cooperativa fantasma (non ci sono ne insegne esterne, ne indicazioni per raggiungerla) si trovano i lavoratori a presidiare la via d’accesso determinati a scioperare e a bloccare eventuali camion o crumiri che volessero passare per continuare l’assemblaggio.
Arrivano anche alcuni carabinieri, chiamati dai “proprietari” (anche loro soci-lavoratori) della cooperativa Excel, che si piazzano davanti ai cancelli…
Nel frattempo un corriere DHL con il proprio furgone vorrebbe entrare per consegnare del materiale ma è invitato a fare marcia indietro e ad andarsene…, il presidente della cooperativa minaccia di assumere altri lavoratori...nessuno si scompone e il presidio continua fino a pomeriggio inoltrato, fino a quando entra in scena il presidente del consorzio Usca: scopriamo che la coop. Excel è una delle entità fittizie e mutanti consorziata sotto l’egida dell’Usca…insomma una sorta di scatole cinesi.
Il presidente del consorzio ritratta le posizioni e accetta le condizioni dettate legittimamente dai lavoratori e cioè nessun licenziamento e garanzia che il contratto di lavoro prosegua come previsto a tempo indeterminato.
E’ una prima vittoria. Per noi la vertenza è appena iniziata perché i diritti da pretendere sono ancora molti, perché i lavoratori che hanno alzato la testa e sono usciti dall’invisibilità hanno dimostrato unità e forza, perché la loro lotta è un esempio concreto di autonomia e ribellione che si contrappone alle strategie di sfruttamento e sopraffazione dettate dal mercato del lavoro diffuso e globale
COORDINAMENTO MIGRANTI VERONA
ADL – RdB CUB VERONA
[lavoro precario] Commenta: (0). Trackback:(0). Permalink
Verona - Panche antirelax: segati i braccioli
metropolis | 23 Dicembre, 2007 22:18
Fonte: L'Arena - domenica 23 dicembre 2007 cronaca pag. 12
È accaduto alle 14.30 in
piazza Indipendenza, nei giardini delle Poste, quando gli «Operai
solidali del Comune a venire», come si sono definiti in un volantino,
hanno preso di mira le panchine di ferro, che sono state sistemate dal
sindaco Tosi, nello spazio riservato ai pic-nic. E’ stato un lavoro
eseguito, si fa per dire, di fino. E poi sono spariti, prima
dell’arrivo della polizia.
«Alla
Camera di Commercio», racconta Cecchini, «senza nemmeno dirmi niente,
hanno “sbarrato” le panche in Rosso Sant'Ambrogio che già da sole non
devono essere il massimo del comfort per chi volesse dormirci. Volevano
persino chiudere il porticato, perché a Verona si chiudono tutti i
portici, antichi e moderni».
PROTESTE. Plateale iniziativa dei gruppi della
Chimica e di Metropolis contro il Comune
Panche «antirelax» segati i braccioli
Ma è bastato un rapido giro attorno
alla zona delle Volanti e negli uffici della questura di Lungadige
Galtarossa sono finiti sette giovani, tra i quali anche cinque
minorenni. I simpatizzanti dei centri sociali sono stati fotosegnalati
e poi denunciati all’autorità giudiziaria per danneggiamento. «Questa
denuncia non ha alcun fondamento», sostiene l’avvocato Roberto
Malesani, «nessuno dei miei assistiti ha partecipato all’operazione
«incriminata». Gli agenti della Digos hanno sequestrato i flessibili e
alcuni passamontagna.
Il gesto è stato subito inquadrato come un
atto vandalico. A sostenerlo anche Giancarlo Montagnoli, ex assessore,
che transitava vicino alle Poste proprio mentre c’erano i «lavori in
corso». Ma per La Chimica e Metropolis si tratta di «un boicottaggio
costruttivo della politica di Tosi».
Il gesto in piazza Viviani è
stato annunciato via e-mail e in piazza erano presenti molti esponenti
della sinistra antagonista. Subito dopo sono arrivati gli agenti della
Digos e alcune volanti della polizia.
In sette sono stati
accompagnati in questura nonostante l’opposizione dell’avvocato del
coordinamento migranti Roberto Malesani. Il legale ha contestato subito
il fatto che nessuno dei fermati era stato colto in flagranza di reato.
Nel frattempo da via Nizza è stata vista transitare l’auto blu di
Flavio Tosi, che però ha tirato dritto. «Esprimiamo solidarietà al
gruppo “operai solidali”, per avere con un gesto forte voluto ridare
dignità alle panchine che devono tornare alla funzione originale,
ovvero di accoglienza», hanno affermato gli esponenti de «La Chimica».
Ma prima o poi potrebbe arrivare il conto.
LA CURIOSITÀ. Il progettista Libero Cecchini:
«Furono messi senza nemmeno avvisarmi»
Ma i sedili antibivacco c’erano già da anni
Quale oltraggio al bon ton urbano sia
costituito dal riposare nei giardini urbani (tutti spelacchiati, tra
l’altro, tranne quelli in Bra), dopo una faticosa visita ai monumenti
della città, remunerativa per casse comunali e commercianti cittadini,
non è dato sapere.
Il problema di chi non può permettersi un
albergo, un ristorante o le poltroncine di un bar non lo si risolve
impedendogli il riposo. Forse basterebbe pubblicizzare maggiormente i
siti in città dove gli indigenti possono trovare un pasto caldo, dei
vestiti, doccia calda, una branda, magari un lavoro part-time. «La pòra
gente», dice Cecchini, «c'è sempre stata, cacciarla vuol dir solo
spostarla. Il problema resta, solo socialmente peggiorato».
La
Camera di Commercio è tra l’altro proprietaria della Domus Mercatorum
in piazza Erbe, un edificio abbandonato da decenni, lordato dai
rifiuti, vuoto, con i vetri rotti, e reso invisibile ai cultori del
medioevo e del rinascimento veronese. Con poca spesa in attesa che ne
decidano l'uso ottimale, potrebbe diventare un bell’ostello provvisorio
per affrontare le emergenze. Non sarebbe un bel ritorno d'immagine per
la proprietà e per l’intera città?
[rassegna stampa] Commenta: (0). Trackback:(0). Permalink
Verona - Messe in sicurezza le panchine "antirelax"
metropolis | 22 Dicembre, 2007 22:06
Sabato pomeriggio 22 dicembre a Verona sono stati segati i braccioli che impediscono di sdraiarsi sulle panchine pubbliche.
Questo modello di panchina chiamato ipocritamente "antirelax" è stato installato dalla giunta Tosi in via sperimentale in P.zza Indipendenza, nei giardini delle Poste. Il fine è chiaramente quello di impedire di sdraiarsi e di colpire così non solo i turisti affaticati dalle visite per la città, ma soprattutto i senza fissa dimora che usano queste panchine come giaciglio.
Il Collettivo Metropolis, la Chimica, il Coord. Migranti di Verona esprimono solidarietà agli "operai solidali" che hanno messo in sicurezza le panchine riconsegnandole alla città ed alla loro originaria funzione di accoglienza.
Di seguito il testo del volantino che rivendica l’iniziativa.
(Ci hanno insistentemente spiegato che Verona non è una città sicura)
Siamo d’accordo, Verona è una città insicura
E’ insicura per i meridionali che entrano nei bar, non mangiano kebab per strada, ma sulle strade di Verona lasciano il proprio sangue aggrediti dai fascisti. E’ insicura per chi a Verona lavora, paga le tasse, ma non trova casa perché le immobiliari non affittano agli stranieri. E’ insicura per i precari, gli studenti, i migranti ai quali non viene riconosciuto alcun diritto, che non siano in grado di conquistarsi da sé. E’ insicura per gli imprenditori che gestiscono i call centers, per i negozianti stranieri, per gli ambulanti, costretti a decine di controlli al giorno che non toccano gli evasori fiscali, i negozianti del centro che dichiarano al fisco meno delle loro commesse ma che votano in modo bulgaro per i nazi della lista Tosi, gli imprenditori che ammazzano i propri operai, chi lucra sugli affitti in nero degli studenti e dei migranti.
Abbiamo voluto intervenire con una messa in sicurezza.
Dal basso, pubblica, condivisa.
Noi apriamo spazi di libertà , dove altri sfogano la propria paranoia di finta sicurezza. Noi restituiamo ad un uso pacifico e comune quello che altri vogliono restringere, chiudere, selezionare, rendere disagevole.
Noi siamo per il comfort e la dolcezza del vivere.
Lavoriamo per il comune diritto alla felicità.
Noi apparteniamo a un’altra città.
(Operai solidali del comune a venire)
[comunicati] Commenta: (0). Trackback:(0). Permalink
[spazio di socialità-aggregazione-cultura]








