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Verona - Risolta una nuova emergenza abitativa

metropolis | 24 Luglio, 2008 17:26

Come denunciato più volte nei giorni scorsi, questa mattina Hamza e la moglie hanno dovuto lasciare il loro appartamento a Poiano per l’esecuzione di uno sfratto per finita locazione. La presenza degli attivisti della Rete Sociale per il Diritto alla Casa ha reso possibile una mediazione grazie alla quale non sono stati costretti alla degradante soluzione del dormitorio, inattuabile anche per le gravi condizioni di salute di Hamza.

L’assessore ai Servizi Sociali Bertacco si è impegnato a versare una parte dell’affitto per un appartamento trovato in extremis dalla famiglia, garantito però solo per alcuni mesi. Una mediazione soddisfacente ma che non risolve la difficile situazione di Hamza e la moglie, quindi nel prossimo periodo continuerà la pressione degli attivisti per ottenere una soluzione definitiva alla precarietà abitativa della famiglia.

Nei prossimi giorni continueranno intanto i colloqui tra le famiglie che avevano occupato la sede dell’AGEC, i rappresentanti del Coordinamento Migranti e le autorità preposte a garantire il diritto alla casa.

Rete Sociale per il Diritto alla Casa
Help-line: 3881737372

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Azioni di resistenza agli sfratti, occupazione dell’AGEC e rassegna stampa ai seguenti link:
-  Occupata la sede dell’AGEC
-  Bloccato uno sfratto
-  rassegna stampa 22 luglio 2008
-  rassegna stampa 23 luglio 2008
-  rassegna stampa 24 luglio 2008

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Verona - Bloccato uno sfratto

metropolis | 23 Luglio, 2008 13:35

Questa mattina nel quartiere delle Golosine era prevista l’esecuzione dello sfratto per finita locazione di una famiglia nigeriana, padre, madre e tre bambini. Gli attivisti della Rete Sociale per il Diritto alla Casa hanno allestito un presidio davanti all’abitazione aspettando l’arrivo dell’ufficiale giudiziario, della forza pubblica, richiesta dall’avvocato della proprietà dell’appartamento, arrivato anche con il fabbro per la sostituzione della serratura. Si è raggiunto un accordo per il quale lo sfratto è stato rinviato in attesa di una successiva decisione del giudice.
Per l’ennesima volta l’intervento degli attivisti ha evitato che una famiglia finisse sulla strada, dopo gli incontri tenutisi ieri tra l’assessore Bertacco e le famiglie che lunedì avevano occupato la sede dell’AGEC, che non hanno portato ad alcuna soluzione per i gravi casi di emergenza abitativa. Per l’ennesima volta denunciamo la totale mancanza di una seria politica sulla casa da parte delle istituzioni, evidenziata dalla pubblicazione dei bilanci dell’AGEC, riportata oggi dai quotidiani locali, che sottolinea come gli utili derivati dalla gestione del patrimonio immobiliare non vengono investiti in nuove abitazioni ma solamente per risanare i debiti (2,5 milioni di euro) della gestione delle farmacie e dei servizi cimiteriali. Non si è avuta intanto alcuna risposta riguardo lo sfratto che domani 24 luglio è previsto nel quartiere di Poiano ai danni di Hamza, albanese, disoccupato, gravemente cardiopatico, attualmente invalido a seguito di un incidente stradale e la moglie. Quindi assicuriamo la presenza degli attivisti e delle famiglie per impedirlo.
Rete Sociale per il Diritto alla Casa

Help-line: 3881737372

Leggi la rassegna stampa del 23 luglio 2008

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Verona - Occupata la sede dell'AGEC

metropolis | 22 Luglio, 2008 17:05

Nella mattinata di lunedì 21 luglio sette famiglie di nuovi cittadini di Verona in emergenza abitativa, accompagnate dagli attivisti della Rete Sociale per il Diritto alla Casa (Collettivo Metropolis, Coordinamento Migranti) hanno occupato l’atrio della sede dell’azienda veronese che gestisce il patrimonio immobiliare pubblico. L’azione è nata dopo che per anni queste famiglie si sono ripetutamente rivolte alle istituzioni (Servizi Sociali, Comune, ATER, AGEC, prefettura) per ottenere una soluzione alla loro precarietà abitativa, ricevendo solo promesse mai mantenute o risposte negative, a causa del pesante clima di razzismo e discriminazione nei confronti delle famiglie “non veronesi” riguardo al diritto alla casa e alla cittadinanza. L’occupazione, nonostante l’indisponibilità al dialogo da parte dell’AGEC (il cui presidente Venturini è un esponente di Forza Italia, noto per l’arresto nei primi anni ’90 durante Tangentopoli), grazie alla determinazione delle famiglie è finita soltanto alle 21, quando l’assessore ai Servizi Sociali Stefano Bertacco ha accettato di incontrare personalmente le famiglie a cominciare dalla mattina di martedì 22 luglio. Siamo in attesa dei risultati dei colloqui per programmare nuove iniziative qualora le risposte non fossero soddisfacenti e i prossimi sfratti di mercoledì 23 e giovedì 24 vedranno la presenza degli attivisti per evitare che famiglie anche con bambini piccoli finiscano sulla strada. Questo il comunicato diffuso dagli occupanti:

VERONA E L’EMERGENZA ABITATIVA. Quale sicurezza? Oggi alcune famiglie di nuovi cittadini veronesi hanno deciso di dire BASTA!!!!!

BASTA agli sfratti senza una degna alternativa e senza dividere le famiglie!
BASTA alle chiacchere del comune che dice di impegnarsi per risolvere l’emergenza abitativa!
BASTA alle migliaia di euro che il comune sperpera inutilmente attraverso i servizi sociali invece di garantire il diritto primario della casa!
BASTA ai progetti farsa per reperire alloggi dai privati che non li vogliono concedere!
BASTA ai nuovi “carrozzoni” istituzionali creati dall’Amministrazione Comunale che dice di “attribuire un ruolo fondamentale alle politiche sociali e abitative, riconoscendo che la casa è un diritto primario dei cittadini”, mentre continua a discriminare i nuovi cittadini con politiche razziste!
BASTA alle delibere riconosciute discriminatorie anche dall’Unione Europea per l’accesso all’abitazione!
BASTA alla svendita del patrimonio pubblico ATER e AGEC!
BASTA ai 10.000 alloggi sfitti a Verona!
BASTA alle troppe case senza persone e alle troppe persone senza casa!
BASTA agli affitti da rapina!
BASTA alle immobiliari che non affittano ai migranti!
BASTA alla vera “illegalità” che è la mancanza dei più elementari diritti!
BASTA ai controlli sulla superficie abitativa che hanno come unico obiettivo rendere difficile la permanenza dei nuovi lavoratori con le loro famiglie!
BASTA alla delibera comunale che alza i parametri abitativi e che, essendo l’idoneità alloggiativa requisito essenziale dei ricongiungimenti familiari, rende precaria la vita!
BASTA alle situazioni di “degrado” in cui vivono le famiglie di nuovi cittadini che sono indotte da una politica criminale!

A questo punto chiediamo che:

* Comune e Prefettura intervengano con un blocco-sospensione di tutti gli sfratti, per garantire agli inquilini e alle loro famiglie il passaggio da casa a casa e non da casa a strada.
* Di rendere operativi i progetti comunali sulla casa, mai avviati, tramite l’obbligatorietà della cessione da parte dei proprietari degli immobili sfitti ed una sub-locazione a chi si trova in emergenza abitativa a canone sociale.
* Eventuale requisizione di case, sia pubbliche che private, sfitte o in abbandono o comunque non disponibili sul mercato per volontà dei proprietari, con provvedimento del Sindaco e/o del Prefetto, sul presupposto della gravissima emergenza abitativa.
* Il blocco delle vendite del patrimonio immobiliare pubblico, sia di competenza comunale,AGEC, sia regionale, ATER.
* La trasformazione delle caserme dismesse e sottoutilizzate in alloggi popolari.
* Apertura di progetti di autorecupero, delle abitazioni, pubbliche e private, sfitte, abbandonate o in disuso, progetti da affidarsi alle Cooperative autorganizzate dai precari/migranti che verranno costituendosi.
* Il finanziamento, con oneri pubblici ma anche con interventi privati, dei progetti di autorecupero.

RETE SOCIALE PER IL DIRITTO ALLA CASA – Help Line: 388-1737372

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