30 ottobre 2008: riprendiamoci lo sciopero. L'onda anomala travolge Verona
metropolis | 02 Novembre, 2008 18:04
5000 studenti e studentesse, insegnanti, genitori bloccano per l’intera mattina la città.
Due
concentramenti: alle 8.30 in via S. Francesco gli universitari, in
piazza dei Signori i medi. Si vede subito che la giornata volge al
bello, nonostante il tempo proprio bello non sia.
La piazza dei
medi si riempie completamente e inizia un’assemblea con interventi di
docenti e studenti: tanta rabbia ma anche tanta convinzione di non
mollare nonostante il decreto sia diventato legge. Poi in attesa di
unirsi al corteo proveniente dall’università, un paio di docenti con le
loro classi improvvisano due lezioni in piazza; parte anche in un altro
punto della piazza un dibattito.
E sono diventate due le scuole
occupate a Verona: il liceo Fracastoro e l’Istituto Tecnico Marco Polo.
Il corteo proveniente dall’Università intanto si ingrossa e riceve con
applausi i medi che entrano in corso S. Anastasia.
Il serpentone
attraversa la città, la centralissima piazza Brà non ha mai visto un
corteo del mondo della scuola così grande, arriva poi in università.
La
convinzione che si diffonde e si rafforza esce urlata negli slogan:
questa scuola non la vogliamo, la vostra crisi non la paghiamo.
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Verona. 3 ottobre: student strike
metropolis | 26 Settembre, 2008 17:06
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Sabato 13 settembre: tutti a Vicenza
metropolis | 10 Settembre, 2008 14:07
ORE 15.00 P.ZA MATTEOTTI
“SIAMO TUTTI VICENTINI”
Torniamo in piazza per difendere Vicenza da una nuova base di guerra e la consultazione popolare del prossimo cinque ottobre che il Governo Berlusconi vorrebbe impedire.
A Vicenza esiste una emergenza democratica: in questi giorni coloro che vogliono imporci la nuova base statunitense hanno messo in campo tutti gli strumenti a propria disposizione per “estirpare alla radice”, come scriveva il commissario Costa, la Vicenza che, con tenacia e convinzione, si difende. Il Presidente del Consiglio ha scritto al Sindaco, ammonendolo che la consultazione popolare potrebbe avere “gravi ricadute”; il giorno dopo, sabato scorso, il Questore ha dato l'ordine di picchiare cittadini inermi e seduti per terra al termine di una manifestazione autorizzata: i filmati che abbiamo reso pubblici testimoniano chi è il responsabile dell'ingiustificata violenza.
Vogliono farci abbassare la testa, ottenere la nostra dichiarazione di resa, scavalcare la nostra opposizione. Coloro che, a livello nazionale, parlano di federalismo fiscale, sono gli stessi che vogliono impedire l'espressione popolare a Vicenza.
Noi, viceversa, siamo più convinti che mai che fermare il progetto statunitense è possibile. Perché la violenza è segno di debolezza, così come la volontà di annullare la consultazione popolare rappresenta il timore che i promotori dell'opera hanno verso questa forma di partecipazione civica.
Torneremo in piazza, il prossimo 13 settembre; vogliamo portare nelle strade della città berica il coraggio di Vicenza che non si piega alle imposizioni. Vogliamo rivendicare il nostro diritto a percorrere, attraversare, vivere le strade dlla nostra città senza la minaccia del manganello. Vogliamo difendere la democrazia, rappresentata dal nostro diritto a manifestare pubblicamente, ad agire e a esprimerci attraverso la consultazione popolare senza che essa sia vanificata dall'apertura dei cantieri. Vogliamo le le dimissioni del Questore, responsabile di aver portato a Vicenza la violenza.
Vogliamo difendere la nostra identità; quella di cittadini che amano Vicenza e la difendono.
Fermarli si può, fermarli è compito di ognuno di noi.
SABATO 13 SETTEMBRE, GRANDE MANIFESTAZIONE PER LA DEMOCRAZIA
RITROVO ORE 15.00 P.ZA MATTEOTTI
Per adesioni comunicazione@nodalmolin.it
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